Andreas Starlay

Il 17 novembre 2023 fu il suo ultimo giorno di lavoro: «Ho potuto concludere la carriera con un progetto appassionante», racconta. Come direttore informatico di Swiss Casinos era responsabile dell’introduzione di un nuovo sistema finanziario. «Era gratificante spianare all’azienda la strada verso il futuro.»

Si rallegrava del nuovo status di pensionato, pur temendolo un po’. Non a caso, un suo conoscente era caduto in depressione dopo il pensionamento. «È morto sei mesi dopo aver smesso di lavorare, io non volevo questo.» Golfista appassionato, dapprima volle godersi la libertà in Sudafrica. Ma capì presto che quello sport da solo non gli sarebbe bastato. «Avevo bisogno di una vera sfida», ricorda questo scapolo senza obblighi familiari.

Viaggiare! È sempre stata la sua passione. Già da adolescente faceva l’autostop attraverso l’Europa e l’Australia, con un semplice zaino e una piccola tenda. Andreas voleva ritrovare quella sensazione di gioventù. Se non ora, quando? «Il Covid e la guerra in Ucraina mi hanno dimostrato che tutto può cambiare in un istante», dice, «volevo godermi la natura in tutta la sua varietà – chissà per quanto ancora potremo farlo.»

Detto, fatto. Dopo aver riconsegnato le chiavi dell’appartamento e sistemato alcune questioni organizzative, partì per un viaggio verso il profondo sud. La sua nuova casa? La tenda montata sul tetto del suo Land Rover Defender. «Era una vera avventura: arrostire nel deserto di pietre del Marocco sotto il sole di mezzogiorno e poi passare la notte a meno sei gradi.»

Ma capì presto di aver bisogno di un equipaggiamento migliore per viaggiare con stile; oggi vive come un nomade moderno, in una roulotte di lusso Kabe Imperial. Adatta all’inverno, è dotata di ogni comfort immaginabile, dal riscaldamento a pavimento al divano in pelle. «La lascio da qualche parte e vado a zonzo con il Defender in regioni altrimenti irraggiungibili.»

Andò in Norvegia, alle isole Lofoten, fino a Capo Nord. «Il momento in cui mi sono ritrovato nel punto più settentrionale d’Europa è stato indescrivibile. Ti senti piccolo e allo stesso tempo incredibilmente libero.» Poi scese fino in Spagna. Mentre campeggiava in un bosco di querce da sughero, cenò con quattro runner. Al caffè, uno di loro lo invitò a passare due giorni nella sua fattoria di olivi. «Esperienze così non hanno prezzo.»

Andreas non segue alcuna routine. «Mi lascio trasportare. Nelle belle giornate mi alzo poco prima dell’alba, mi godo il cinguettio degli uccelli e preparo la colazione.» Ogni giorno porta qualcosa di nuovo – una gita nella natura o un incontro spontaneo con perfetti sconosciuti. «Ma ci sono anche giorni in cui resto semplicemente seduto e lascio agire il silenzio.»

Per Andreas la libertà di godersi la vita in pieno è la più grande fortuna della pensione. Il suo consiglio: «Trova qualcosa che ti appaghi. Non dev’essere niente di grandioso. A volte basta svegliarsi la mattina e iniziare la giornata senza pressioni.» L’importante, dice, è non definirsi più attraverso la professione. «Ora sono semplicemente Andreas, il viaggiatore.»

Questo articolo è apparso nel novembre 2024 sul numero MEN 2/24.

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