È vissuta quasi cent’anni, Georgia O’Keeffe, e in questa lunga vita ha creato un’opera vastissima che rivela sempre uno sguardo molto femminile sulle cose. Che si tratti delle prime astrazioni, dei fiori iconici o dei paesaggi stilizzati del Sud-ovest degli Stati Uniti, vi si legge sempre la sua ottica originale e sensibile, che arriva al cuore delle cose. «Raramente ci si prende il tempo di guardare davvero un fiore. L’ho dipinto abbastanza grande perché gli altri vedano ciò che vedo io», spiegava il suo approccio.
Sono queste rappresentazioni di fiori sovradimensionati ad aver reso celebre nel mondo l’artista, nata nel 1887 in una fattoria isolata del Wisconsin. L’attenzione al dettaglio, i colori intensi, la resa lussureggiante conferiscono ai suoi quadri un’aura erotica; non pochi associano i fiori ai genitali femminili, benché l’artista non l’abbia mai dichiarato intenzionale. Come accade per l’arte che merita questo nome, le sue immagini offrono molteplici possibilità di interpretazione.

In un’epoca in cui gli artisti uomini e il loro sguardo su tutto — anche sul corpo femminile — dominavano, O’Keeffe creò deliberatamente un proprio linguaggio visivo, pieno di sensualità e lontano dai cliché. «Prima di dare la prima pennellata mi chiedo: sono davvero io? Mi ha forse influenzato un pensiero preso da un uomo? Cerco di dipingere un quadro in modo che sia unicamente una cosa delle donne e allo stesso tempo unicamente una cosa mia», sintetizzava il suo approccio, che tocca anche gli osservatori maschili.
Nelle opere più tarde l’artista si concentrò sui paesaggi — soprattutto sulla bellezza brulla del New Mexico — restituiti con la stessa caparbietà e intensità dei fiori. Quando morì nel 1986 a 98 anni, era già considerata un’icona dell’arte moderna americana. Ora la Fondation Beyeler presenta un’ampia selezione della sua opera, con dipinti a volte raramente esposti — un’occasione da non perdere. (Fondation Beyeler, Riehen, dal 23 gennaio al 22 maggio 2022.)
Questo articolo è apparso nel novembre 2021 sul numero MEN 1/21.


