
Con la grande mostra «David Hockney – Moving Focus», nata in stretta collaborazione con la Tate Gallery di Londra, il Kunstmuseum di Lucerna presenta uno dei più importanti eventi culturali dell’anno. Il britannico, nato nel 1937, è anzitutto un individualista amante della libertà; non si è mai curato troppo delle correnti e ha sempre fatto ciò che voleva – dipingere. Curiosità, apertura e un ottimismo intatto ancora oggi segnano il suo approccio: «Il mondo è bellissimo se lo si guarda da vicino, ma la maggior parte della gente non lo fa. Io sì. Osservo con grande intensità e restituisco ciò che vedo.»
La mostra abbraccia tutti i grandi periodi e le tappe della sua vita – Londra, Los Angeles, la Normandia – nonché i suoi viaggi in Europa e nel mondo arabo. Dalle opere sperimentali giovanili ai dipinti a prospettive multiple, passando per l’astrazione e la grafica, offre una panoramica completa. I quadri della serie «Pool», realizzati negli anni Sessanta a Los Angeles, sono tra i più noti – grande Pop Art, specchio di un’epoca in cui molto sembrava possibile. Al centro: «Bigger Trees Near Warter», l’opera più monumentale di Hockney – 12 metri per 4,5, assemblaggio di 50 tele, dipinta in sei settimane alternando studio e natura.

Dipingere – fino alla fine
L’artista dagli occhiali tondi inconfondibili, sempre impeccabile e con la sigaretta, si è dedicato di continuo ad altri media – la fotografia, la videoarte, e dal 2010 molte opere nascono su iPad. Oggi, a 84 anni, Hockney dipinge ancora: «Sono un lavoratore. Non ho intenzione di smettere e dipingerò fino alla morte.» Ed è rimasto un ribelle – anche se ogni sera alle 21 è a letto, per sfruttare al mattino presto la prima luce del giorno. «David Hockney – Moving Focus», Kunstmuseum di Lucerna, dal 9 luglio al 30 ottobre 2022.

Questo articolo è apparso nel maggio 2022 sul numero MEN 1/22.


