Tornare ruggendo

È Linda Jackson in persona a dare il via alla gara, in questa domenica di luglio all’Autodromo Nazionale di Monza. È una calda giornata d’estate, l’asfalto scotta e la polvere aleggia nell’aria. Le tribune sono al massimo a metà quando, alle 14, si comincia: non è la Formula 1, ma una prova del WEC, di alto livello ma meno mediatica.

Per Linda Jackson, CEO di Peugeot, è un grande momento: con la 9X8 il marchio torna a una gara di durata per la prima volta in oltre dieci anni. Dopo 10 000 chilometri di test percorsi dal team Peugeot Sport su cinque diversi circuiti da metà giugno, il leone deve ora mostrare ben più dei denti. L’appuntamento è preso sul serio, anche se è solo un preludio: il preludio al grande spettacolo del giugno 2023, quando Peugeot schiererà l’hypercar alla 24 Ore di Le Mans.

Tagliata per il ruolo

La Peugeot 9X8 nella corsia dei box: un’immagine fin troppo frequente alla gara d’esordio del nuovo team di Peugeot Sport a Monza. Restano molti problemi da risolvere – ma la squadra è affiatata e sulla buona strada. Foto: Peugeot
La Peugeot 9X8 nella corsia dei box: un’immagine fin troppo frequente alla gara d’esordio del nuovo team di Peugeot Sport a Monza. Restano molti problemi da risolvere – ma la squadra è affiatata e sulla buona strada. Foto: Peugeot

La Peugeot 9X8 è omologata come vettura LMH secondo il regolamento della nuova categoria hypercar della FIA. In parole povere: trazione ibrida. Davanti all’asse posteriore c’è un biturbo 2.6 litri da 265 chili e 680 CV, dietro l’asse anteriore un motore elettrico da 200 kW con generatore. Incastrati tra il pilota e il motore termico ci sono un serbatoio da 90 litri e una batteria a 900 volt. Dopo la 905 con il suo V10 3.5 litri aspirato e la 908 con l’avventuroso V12 diesel, ora tocca a un ibrido riportare a casa gli allori.

Sulla propulsione il regolamento LMH lascia pochi vincoli: fissati un regime massimo di 10 000 giri/min e un limite di rumorosità al passaggio di 110 decibel, oltre a un peso minimo per il motore e a valori di coppia e potenza predefiniti. La potenza massima è compresa tra 653 e 707 CV. Quanta se ne possa effettivamente usare lo decide la Balance of Performance, che livella le differenze tra le vetture agendo sulla potenza – così il gruppo resta compatto e la sfida più avvincente. In condizioni normali la Peugeot dispone al massimo di 680 CV; solo in situazioni ben precise il motore elettrico fornisce un boost fino a 707 CV. La 9X8 passa allora per un istante da due a quattro ruote motrici.

Che la 9X8 sia un’ibrida non è un caso, spiega Linda Jackson. Da un lato il regolamento LMH impone la combinazione di motore termico ed elettrico; dall’altro questa tecnologia è legata alle esigenze della produzione di serie. Nel frattempo la CEO ha raggiunto sulle tribune tifosi, membri del team e giornalisti. L’impegno nel motorsport, dice, può sembrare un paradosso nell’epoca del pensiero ecologico – ma non lo è. Perché Peugeot può così dimostrare di fare sul serio con l’elettrificazione. E cosa c’è di meglio, per provare che la tecnologia ibrida funziona, di una vettura da corsa da 700 CV che regge per ore sollecitazioni estreme?

Sulla griglia di partenza a Monza: il team prepara le due hypercar per la gara del WEC. Foto: Peugeot
Sulla griglia di partenza a Monza: il team prepara le due hypercar per la gara del WEC. Foto: Peugeot

La 9X8 è quindi anche una prova di competenza per tutti i protagonisti coinvolti – e sono parecchi: una vettura LMH si compone di almeno 10 000 elementi. Il motore termico è di Peugeot, la batteria è stata sviluppata da Peugeot Sport insieme a Saft, controllata del gruppo francese TotalEnergies. L’«intelligenza» di bordo, che gestisce tutta l’energia, viene da Peugeot Sport Engineered, il reparto che firma anche le sportive stradali del marchio. La Motor Generator Unit all’asse anteriore nasce invece dalla collaborazione con lo specialista italiano di motori elettrici Marelli.

Se per il debutto del leone è stata scelta Monza, è anche per ragioni storiche: qui, esattamente quindici anni fa, la 908 HDi, pioniera del diesel in LMP1, fece il suo esordio – il clamoroso ritorno di Peugeot nell’endurance dopo anni di assenza. Oggi, mentre l’autodromo festeggia il suo centenario, la squadra torna sul posto. Le due vetture – numeri 93 e 94 – sfidano scuderie ben avviate come Alpine, Toyota e Glickenhaus. Già nelle prove le auto hanno avuto problemi tecnici; la numero 94 è dovuta rientrare ai box più volte.

«Se c’è un guasto a una vettura, abbiamo dai 60 ai 90 secondi per definire una strategia e preparare i pezzi e gli attrezzi», spiega Thomas Desforges, capomeccanico della numero 94. Ed è proprio ciò che accade troppo spesso. Il box della numero 93 – la vettura di Paul di Resta, Mikkel Jensen e Jean-Éric Vergne – non lascerà più la corsia dei box: per lei la gara è finita. Due ore dopo, l’Alpine A480 vincitrice taglia il traguardo dopo poco più di sei ore.

Il Team Peugeot TotalEnergies ai box della numero 93. L’esordio a Monza e le gare in Giappone e Bahrein preparano il grande appuntamento della 24 Ore di Le Mans 2023. Foto: Peugeot
Il Team Peugeot TotalEnergies ai box della numero 93. L’esordio a Monza e le gare in Giappone e Bahrein preparano il grande appuntamento della 24 Ore di Le Mans 2023. Foto: Peugeot

Sulla buona strada

L’ultima Peugeot 9X8 ancora in gara accusa alla fine 25 giri di ritardo. Eppure i piloti Loïc Duval, Gustavo Menezes e James Rossiter sono soddisfatti di aver completato la distanza. «Siamo sulla buona strada», riassume Rossiter. Avrà ragione: nella seconda gara a Fuji, in Giappone, le due Peugeot occupano ancora gli ultimi posti, ma con molti meno problemi rispetto a Monza. Pochi giorni dopo Peugeot mette sotto contratto un nuovo pilota ufficiale per la numero 93 – il giovane svizzero Nico Müller, proveniente dal DTM. Il prossimo giugno dovrà portare il leone a un nuovo successo a Le Mans.

Questo articolo è apparso nel novembre 2022 sul numero MEN 2/22.

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